2017-04-21 08:50:27
Con quale frequenza inviare una newsletter?
Ogni quanto è consigliato spedire la newsletter? Esistono tempistiche universali?

La newsletter richiede tempistiche consone agli obiettivi e alla nicchia di mercato. Come valutarle?

Inutile negarlo: l'e-mail marketing porta con sé numerosi ostacoli, a causa dei quali spesso i risultati non sono così soddisfacenti come si era sperato. Fra le cose che influiscono negativamente sull'ottenimento delle conversioni vi sono ad esempio call to action inefficaci, messaggi non interessanti per il target (a questo proposito ti consigliamo di leggere il nostro post dal titolo "Newsletter: quando NON inviarle"), lavoro di marketing in generale confusionario e privo di obiettivi e tempistiche del tutto sbagliate.

NEWSLETTER: ESISTE UNA GIUSTA FREQUENZA?

Abbiamo già toccato il tema nell'articolo sopra linkato: no, non esiste una giusta frequenza nell'invio di newsletter. Tutto è variabile sulla base di diversi fattori:

  • Mercato;
  • Azienda;
  • Target;
  • Obiettivi.

Se inviamo mail marketing per conto di un'azienda che si occupa di profilati di alluminio, sarà difficile pensare a una newsletter mensile. Diverso è se la nostra azienda (o quella per cui gestiamo la comunicazione, se lavoriamo in un'agenzia) è nel campo delle energie rinnovabili: lì il tema è ampio e le novità si susseguono frequentemente, e allora un invio mensile è calzante.

E il target? Se vendiamo abbigliamento sportivo e ci rivolgiamo a giovani nella fascia d'età 25-35, una newsletter settimanale con le ultime novità può essere utile. Non è lo stesso se il nostro target è composto da donne 65+ con poca dimestichezza con il pc e interessate a prodotti per la casa: una newsletter mensile in tal caso è più che sufficiente.

Vediamo alcune casistiche per ogni differente frequenza.

Newsletter giornaliere

Newsletter dalla frequenza giornaliera possono essere quelle legate a siti di news e testate giornalistiche. Per essere sicuro di restare sempre aggiornato, l'utente si iscrive alla newsletter che ogni giorno (solitamente la mattina presto) gli viene recapitata nella poste elettronica. Di solito queste newsletter rimandano a ulteriori approfondimenti sul sito web.

Newsletter settimanali

Chi può programmare newsletter settimanali? Innanzitutto, siti e-commerce che cambiano ogni pochi giorni le offerte o integrano il catalogo dei prodotti con dei nuovi arrivi. Ma non solo: anche siti che trattano argomenti specifici pubblicando novità e approfondimenti per nicchie settoriali, come marketing & web.

Newsletter bisettimanali

Possono valere le stesse casistiche pensate per la newsletter settimanale, ma anche piccoli negozi e attività che cambiano promozioni più o meno ogni due settimane.

Newsletter mensili

Questo è uno dei format più venduti dalle agenzie di comunicazione. Le newsletter mensili cadono a pennello nel caso di aziende e ambiti di mercato dove la novità non è all'ordine del giorno, ma per i quali un periodo di 30 giorni è un lasso di tempo ideale per pubblicare articoli e analisi che poi diventano oggetto della newsletter. In questo modo non si genera iperaffollamento nella casella di posta dell'utente, il quale ha davanti a sé un margine temporale adeguato per leggere e approfondire.

Newsletter bimestrali / trimestrali / quadrimestrali

Dopo il mese, la frequenza della newsletter può diventare bimestrale, trimestrale, quadrimestrale, semestrale. È il caso di argomenti, come la contabilità, dove non ci sono notizie eclatanti e improvvise, ma dove ad esempio si aspetta l'approvazione della legge di bilancio, l'avvicinarsi della scadenza per la presentazione del 730 etc. Insomma, ambiti in cui gli appuntamenti sono più o meno fissi.

NEWSLETTER: IL MANTENIMENTO DELLA LINEA

Qualunque sia la strada scelta e la strategia pensata per il raggiungimento degli obiettivi, è fondamentale attenersi agli impegni presi. Troppo spesso si programmano newsletter mensili, che poi per mancanza di tempo / voglia / creatività diventano semestrali, così come talvolta si passa nel giro di poco tempo da invii settimanali a programmazioni mensili. Tutto è evolvibile sulla base dei risultati, ma non lo può essere per carenze operative: se ci si impegna con gli utenti per una spedizione cadenzata secondo tempi e modi decisi a priori, la si deve onorare fino in fondo. A meno che l'evidenza dei fatti indichi che è meglio cambiare strategia e frequenza.

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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