2017-05-20 09:25:05
Newsletter: cosa vuole l'utente
La nostra casella e-mail è piena di newsletter: ma chi le spedisce si chiede cosa davvero noi ci aspettiamo?

Cosa si aspetta l'utente riguardo alle newsletter?

Di tutte le newsletter che riceviamo, quante sono create attorno alle nostre reali aspettative? Forse non tutti sanno che la persona vuole...

NEWSLETTER CHE HA ACCETTATO DI RICEVERE

Innanzitutto, l'utente si aspetta di ricevere newsletter per le quali ha dato il consenso.

Sembra ovvio, ma non è così: ogni tanto capita che ti trovi inserito in una mailing list solo perché una volta hai mandato un messaggio di posta elettronica al servizio clienti di quella ditta. E automaticamente sei stato iscritto al database: è per questo che ricevi quelle comunicazioni. Oppure qualcuno ha estrapolato il tuo indirizzo e-mail da LInkedIn, e ti tiene aggiornato riguardo a eventi a cui non sei affatto interessato.

La cosa ancora più grave è che non da tutte le newsletter è possibile disiscriversi, soprattutto se sono mandate a mano da un altro utente (ad esempio il tuo contatto LinkedIn) o dall'azienda: in tal caso ti trovi costretto in modo fastidioso a scrivere manualmente per chiedere di essere rimosso, sottolineando il fatto che il link per la cancellazione dal database dovrebbe essere obbligatorio. E già l'empatia va sotto terra.

Ricevere newsletter per cui non si ha dato il consenso è fastidioso a tal punto che le si cestina immediatamente e anzi, la seccatura di quanto successo scredita l'azienda ai nostri occhi.

NEWSLETTER CON CONTENUTI INTERESSANTI... PER LUI

Abbiamo parlato tante volte della questione dei contenuti di una newsletter, citando ripetutamente il famoso "target". Ma c'è di più. L'utente non vuole contenuti interessanti e basta: vuole contenuti interessanti per lui. Si torna dunque sul tema della segmentazione dei contenuti: segmentare il target e preparare newsletter diverse per ogni gruppo di utenti è fondamentale se si vuole ottenere conversioni. 

Questo è in linea con ciò che accade da tempo nei motori di ricerca, Google in primis: a fronte di una ricerca, all'utente vengono date risposte geolocalizzate e pertinenti perché basate su ricerche precedenti e sui cookies. Il remarketing costruisce la sua strategia proprio in tal senso: colpire l'utente nei suoi punti deboli. E la newsletter deve cercare di fare lo stesso.

Tra i contenuti interessanti non rientrano solo informazioni, ma anche e soprattutto novità importanti, in qualche modo utili e vantaggiose per l'utente: ad esempio, l'implementazione di un nuovo servizio, la semplificazione di una procedura online, la riduzione dei tempi di consegna, il trasferimento del magazzino di ritiro merci, etc. In questo caso le newsletter non per forza devono essere preparate secondo un piano editoriale, ma ogni qualvolta si presenti la necessità di comunicare qualcosa di nuovo agli iscritti: si instaura così un rapporto di credibilità ed efficacia, grazie al quale l'utente si sente davvero vicino all'azienda o addirittura parte di essa.

PROMOZIONI E SCONTI

Diciamolo chiaro: perché mai la persona dovrebbe darti ascolto, se le tue comunicazioni sono puramente informative (sì, ok, interessante... forse solo le prime volte) e non lasciano nulla di concreto? Quello che ci aspettiamo come utenti è - anche se è brutto dirlo - qualcosa in cambio: siamo disposti a leggerti e a seguirti se ci dai un qualcosa di tangibile, un valore aggiunto. E di solito questo valore aggiunto è uno sconto o una promozione.

E qui si tocca un altro tasto dolente: ricevere un buono sconto spendibile in una città a 50, 100 km da me non mi serve. Anzi, mi sembra quasi una presa in giro: perché io ricevo la newsletter al pari di altre migliaia di utenti, ma loro sono privilegiati perché abitano in città e io invece no? L'azienda deve pensare bene al tipo di promozione: se è un franchising può rimandare gli utenti al punto vendita più vicino affinché ricevano uno sconto su determinati prodotti. Se invece si tratta di un negozio singolo, meglio optare per uno sconto online, spendibile sul sito e-commerce.

E tu? Sei soddisfatto delle newsletter che ricevi?

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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