2017-07-20 12:06:04
Newsletter con basso tasso di conversione? Le possibili cause #2
Vediamo altre possibili cause di un basso tasso di conversione delle tue newsletter

Continua la nostra indagine: perché le tue newsletter non convertono?

Nel post "Newsletter con basso tasso di conversione? Le possibili cause #1" abbiamo visto alcuni perché all'origine del fatto che le newsletter non ottengono le conversioni sperate: tra queste, il lavoro di copywriting, l'uso dei link, la stesura dell'oggetto.

Proseguiamo ora e scopriamo altre motivazioni di un conversion rate deludente.

4) Conversion rate deludente: link non funzionanti

Non solo i link, come dicevamo nell'articolo sopra linkato, spesso vengono inseriti "a casaccio" o in modo grossolano su parole o non pertinenti, o che apparentemente sono accattivanti ma che in realtà non attirano più l'attenzione (ad esempio "omaggio"). Addirittura talvolta i link non sono inseriti con la sintassi corretta, e perciò risultano non funzionanti: manca il protocollo http (o https), se si inserisce il "www" lo si fa con due sole "w" anziché con 3, il dominio e la URL della risorsa vengono scritti in modo sbagliato (refusi, trattini che non vengono riportati etc).

Il risultato? All'utente che clicca sul link viene dato errore... e le conversioni si azzerano!

5) Conversion rate deludente: landing page non funzionanti

Un altro errore frequente è quello della landing page, ovvero la pagina di atterraggio, non funzionante: il link viene scritto e inserito nel modo giusto, ma è la pagina a non essere disponibile. Questo può essere dovuto a diversi errori: problemi di server, risorsa scaduta (qualcuno temporalizza le landing page, facendole scomparire dopo una determinata data), landing page leggibile solo previo inserimento password (di solito questo è normale in fase di test, non per una pagina live).

6) Conversion rate deludente: e-mail e pagine non ottimizzate per mobile

Altro grave errore è quello di non ottimizzare la newsletter, la landing page o addirittura entrambe per mobile. Sembra oramai impossibile, visto che tutti i più moderni tool e CMS automaticamente creano pagine fruibili anche da smartphone e tablet: eppure capita ancora troppo spesso di dover leggere un contenuto allargando e stringendo lo schermo. Com'è facile intuire, questo riduce drasticamente una buona riuscita in termini di conversioni.

Un contenuto non mobile-friendly non solo non è facilmente leggibile, ma rende anche difficile il click sui link, con conseguente perdita di aperture e di passaggi successivi (acquisti, contatti etc).

7) Conversion rate deludente: immagini non accattivanti

Le immagini sono molto importanti, anche per una newsletter. Foto di repertorio con la classica persona addetta al call center, sorridente e con la cornetta in mano, non rendono più: bisogna puntare a standard qualitativi più alti, immagini uniche e proprie dell'azienda.

Se ad esempio devi pubblicizzare un nuovo prodotto, fatti fare qualche scatto da un fotografo professionista capace di realizzare immagini con la giusta inquadratura: il denaro che investi è sicuramente ben speso, anche perché quelle foto le puoi usare anche per brochure, cataloghi, sito internet. Lo stesso vale per una foto di team: il fai da te con smartphone è rischioso, ed è meglio affidarsi a un fotografo che sappia organizzare il gruppo e suggerire pose professionali e adatte.

Il discorso delle immagini accattivanti riguarda anche le icone usate nel testo: come sappiamo, oggi la struttura a icone è molto usata e appetibile per siti internet, e anche nelle newsletter ha ottimi riscontri. L'uso di icone aiuta il lettore nella lettura, dà ordine all'impaginato e rende più piacevole l'intera grafica.

8) Conversion rate deludente: newsletter non in linea con il target

Questo punto è un po' più ampio e meno specifico dei precedenti, ma non meno importante. La newsletter deve essere organizzata sulla base del target per cui è pensata: inutile usare un linguaggio giovanile se l'utente che la riceverà ha in media 60 anni, così come è inutile insistere sul colore rosa quando il target è in prevalenza maschile e di tipo business... potresti apparire ridicolo.

Testo, immagini, messaggio non possono prescindere dal pubblico cui la mail è indirizzata: solo così si può sperare di catturare l'attenzione e di avere dei buoni risultati in termini di conversione.

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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