2016-05-23 08:37:50
E-Mail Marketing: consigli pratici per non farsi bloccare dai filtri anti-spam
Capita spesso di definire una strategia di e-mail marketing e poi vedere la propria DEM o newsletter finire nella casella "spam" del destinatario: come evitare che ciò accada?

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Il rischio che le proprie e-mail di marketing vengano riconosciute come spam è sempre più alto: come evitarlo?

Se lavorate per un'agenzia di comunicazione o un'azienda oppure siete dei liberi professionisti, vi sarà capitato qualche volta di dover definire per voi o per dei vostri clienti una strategia di e-mail marketing, tramite invio di una newsletter o di una DEM. 

Dopo aver scelto il software di invio, predisposto il messaggio, curata la grafica e filtrato il database di interesse in base al target che desiderate raggiungere, siete giunti all'invio della newsletter o della DEM scontrandovi con un aspetto cui non avevate pensato se non in modo superficiale: i filtri anti-spam. Sì perché nel concreto, analizzando i dati di invio e stimolando feedback da parte di vostre conoscenti, venite a scoprire che c'è un'alta percentuale di casi in cui il vostro messaggio viene bloccato dai filtri anti-spam, passando totalmente inosservato da parte del destinatario. Come evitare che questo accada e che i filtri anti-spam blocchino le vostre nostre azioni di e-mail marketing? Come diminuire la dispersione e aumentare il ROI?

E-MAIL MARKETING: COME AGISCONO I FILTRI ANTI-SPAM

I provider di posta (gmail, tiscali, hotmail e tutti quelli che vi vengono in mente) lavorano costantemente per implementare i propri filtri anti-spam in modo da favorire la user experience e permettere all'utente di concentrarsi unicamente sui messaggi e-mail di suo interesse. Spiegando in poche parole, possiamo dire che i filtri anti-spam sono in grado di leggere i contenuti dell'e-mail e fanno una valutazione qualitativa incrociando i contenuti con altri aspetti, tra cui nome e indirizzo e-mail del mittente ed eventuale precedente segnalazione di spam da parte del consumatore, basandosi su caratteristiche e testi comuni: qualora l'e-mail venga riconosciuta come proveniente da un indirizzo di dubbia "personalità" o venga interpretata come eccessivamente commerciale, è molto facile che venga bloccata dai filtri anti-spam.

E-MAIL MARKETING: REGOLE PER NON FARSI BLOCCARE DAI FILTRI ANTI-SPAM

Ci sono alcuni doverosi accorgimenti da applicare per evitare che il messaggio di e-mail markerting venga bloccato dai filtri anti-spam; vediamo i principali.

1) Curare il testo, evitando errori, maiuscole e caratteri speciali

Evitare errori grammaticali, di sintassi e di ortografia è la prima regola d'oro per ridurre il rischio di essere considerati spam: gli spider dei filtri sono molto attenti alla qualità di scrittura del messaggio. Bisogna inoltre cercare di non incorrere nell'uso di parole scritte in maiuscolo, con simboli e caratteri strani: anche in questo caso i filtri anti-spam possono interpretare il messaggio come eccessivamente "prepotente" e disturbante.

2) Curare la grafica e non esagerare con le immagini

La qualità è un punto di forza: un'impostazione grafica curata con un uso moderato delle immagini, coerenti con il testo, viene valutato positivamente. Anche i colori vanno usati con la massima discrezione. Quindi no a e-mail fatte di soli immagini, no a layout grafici improvvisati.

3) Evitare l'inserimento di link di dubbia qualità o link a indirizzi IP

I link in uscita sono un elemento importante, molto rilevante anche ai fini SEO: gli spider, sia dei filtri anti-spam che dei motori di ricerca, monitorano in modo approfondito dove l'utente viene rimandato, assicurandosi della sicurezza delle pagine web su cui atterra. Per cui, se si ha bisogno di inserire dei link, è necessario accertarsi che essi portino a siti web o landing page a loro volta esenti da spam e con contenuti rilevanti, e soprattutto è fortemente sconsigliato il rimando a indirizzi IP puri, senza un nome di dominio riconoscibile: anche questo è considerato molto spammoso.

4) Evitare di inserire parole troppo commerciali e tipiche degli spammer

I classici "gratis", "risparmia", "guadagna" e "clicca qui per avere un buono omaggio" possono essere interpretati come palesi azioni di spam: è consigliato moderarne l'uso, soprattutto nell'oggetto della e-mail. Allo stesso modo, le parole citate non devono essere usate come "call-to-action" al'interno del corpo del testo. Ovviamente sono invece da bandire topics contenenti le parole "viagra", pillole", "dieta" etc. 

5) Non inserire l'elenco dei destinatari in "CC" o in "CCN"

Sbagliatissimo l'inviare la newsletter o la DEM mettendo tutti i destinatari in "CCN" (Copia Conoscenza Nascosta) o peggio ancora in "CC" (Copia Conoscenza): il rischio è di incorrere in un immediato riconoscimento come fonte spammosa. I moderni software di invio di newsletter & DEM lavorano sempre in questo senso, con sistemi capaci di simulare che ogni indirizzo e-mail venga inserito nel campo "A".

Ancora una volta, il consiglio è quello di puntare alla massima qualità del messaggio, evitando qualsiasi tipo di inganno e facendo leva sull'informazione: l'aspetto promozionale del messaggio commerciale deve essere trasmesso in modo moderato e all'interno di una struttura apprezzabile dall'utente... perché non dobbiamo dimenticarlo: l'utente è il nostro focus e va salvaguardato.

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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