2017-02-09 09:01:23
E-mail marketing: come pulire e sistemare il database
Quando pensi di conoscere bene il tuo target, ecco che arriva la triste verità: tutto è sempre migliorabile

Database: gli input degli utenti a volte vanno corretti

Non esiste un mondo perfetto così come non esistono utenti perfetti. Ma "perfetto" cosa significa, in fondo? 

Il dinamismo è linfa vitale per i nostri giorni, e ogni variante rispetto alle attese ci permette di imparare, migliorare, progredire.

Chi lavora per un'agenzia di comunicazione o un'azienda e si deve rapportare quotidianamente con i clienti sa bene di cosa stiamo parlando: si vivono talvolta situazioni per la nostra logica al limite del surreale, spesso divertenti, in altri casi un po' meno. Ma da tutto si impara.

E cosa c'entra questo con l'e-mail marketing?

FORM PER ACQUISIRE DATI: PENSI DI AVER FATTO TUTTO BENE, E INVECE...

Mesi (se non anni) di studio ad analizzare il tuo target, duro lavoro per strutturare il tuo sito web o sito e-commerce al meglio per la tua utenza, lettura di report su report per capire se tutto va nel verso giusto, e poi... ti accorgi che forse non conosci il tuo pubblico così bene come pensavi.

Entriamo meglio nel discorso legato all'e-mail marketing.

Esempio: sito e-commerce di abbigliamento per target giovanile

Poniamo il caso tu abbia un sito e-commerce che vende abbigliamento giovanile. Prima di metterlo online effettui approfonditi studi per capire quali persone interagiranno con esso e chi saranno i tuoi acquirenti: età, sesso, interessi, tipo di impiego etc. Ne emerge che il tuo utente medio è un ragazzo di età compresa tra i 18 e i 25 anni, studente universitario. Il potere di acquisto? È dato o da lavoretti, o dall'aiuto dei genitori. Infatti non ci aspettiamo che il ragazzo medio spenda migliaia di euro l'anno.

Tra le varie ottimizzazioni che metti in pratica per il tuo e-commerce ci sono quelle pensate per fare iscrivere l'utente alla newsletter. Non parliamo solo del carrello e della fase di acquisto, dove seguendo le linee generali di mercato inserisci la frase già flaggata "iscrivimi alla newsletter". Parliamo invece della tendenza emersa negli ultimi anni di far comparire una finestra in pop up ad esempio quando l'utente cambia sezione o sta per abbandonare il sito, mostrando un form con un messaggio tipo: "Un piccolo omaggio per te: inserisci la tua e-mail e ricevi immediatamente un buono sconto del 10%". Tanti siti e-commerce usano questo metodo di content marketing, con ottimi successi.

Il punto è: come deve essere questo form?

E-MAIL MARKETING E CAMPI COMPILABILI: CONOSCI DAVVERO IL TUO PUBBLICO?

Ed è a questo punto che ti accorgi che se pensavi di conoscere davvero il tuo pubblico, in realtà ti sbagliavi.

Al target maschio - da 18 a 25 anni - studente universitario quali caratteristiche associare se non "buon uso degli strumenti informatici", "ottima dimestichezza con i principali applicativi web" e via dicendo? Questo ti aveva portato a sviluppare un form di inserimento dati per l'iscrizione alla newsletter così composto:

  • Nome
  • Cognome
  • Città
  • Fascia d'età
  • Professione
  • Indirizzo e-mail

Tutti i campi sono contrassegnati come obbligatori: va bene dare lo sconto, ma anche tu vuoi avere qualcosa in cambio. I campi, tranne quelli per la città e la fascia d'età, sono a risposta aperta. E qual è l'amara sorpresa che ti trovi nell'analizzare il database finora popolato? Una buona percentuale di utenti:

  • Scrive nome e cognome sulla stessa riga (e nel campo lasciato vuoto inserisce un XYZ);
  • Nel campo del nome scrive il cognome, e viceversa;
  • Nel campo del nome o del cognome scrive XYZ;
  • Nel campo del nome inserisce l'indirizzo e-mail.

Il risultato? Diventa quasi impossibile mandare newsletter in automatico senza aver prima messo mano al database.

E-MAIL MARKETING: PERCHÉ SISTEMARE IL DATABASE

Lasciare il database in questo modo non ha senso: newsletter inviate con la valorizzazione automatica del campo "nome" genereranno disastri, come ad esempio "Ciao, Rossi!" oppure "Ciao XYZ", ancora "Ciao mario.rossi@gmail.com!". L'effetto è deleterio, anche se l'errore non dipende da te. 

Questo richiede una verifica periodica del database, per sistemare le celle e dare ordine e pulizia a nomi e cognomi inseriti in modo errato. E come fare questo? 

  • Schedulare un'attività periodica;
  • A seconda del caso specifico chiedere al programmatore se è possibile predisporre un sistema automatico di pulizia e rifinitura.

E-MAIL MARKETING: COME OTTIMIZZARE I CAMPI COMPILABILI?

Nel contempo devi pensare a come ottimizzare al meglio i campi compilabili del form, per ridurre gli errori di inserimento e minimizzare gli interventi a posteriori. Alcuni consigli:

  1. Riduci il numero di campi: se hai appurato che l'80% del tuo target è composto da universitari, puoi accontentarti di questa informazione. Allo stesso modo se non hai intenzione di fare mirate campagne geolocalizzate, cosa ti interessa sapere la città di provenienza?
  2. Metti alert: raccogli le più diffuse case history di voci finte (XYZ, 123, ABC etc) e mettile come errori di data entry, richiedendo una nuova digitazione;
  3. Rifletti sul cognome: ti è davvero utile? Piuttosto, richiedi solo il nome (oltre che l'indirizzo e-mail).

Bisogna lavorare per semplificare la vita all'utente: ogni gradino aggiuntivo è vissuto come uno sforzo, e questo ci può creare dei problemi oltre che farci perdere ore di lavoro.

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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