2017-02-28 11:02:10
E-mail marketing: quando e se utilizzare landing page
A volte ci si sofferma troppo sul testo della newsletter / DEM e poco sulla landing page. Quali vantaggi ha una pagina di atterraggio costruita ad hoc?

DEM e Newsletter devono sempre puntare a una landing page specifica?

Ogni azione di marketing deve avere all'origine uno studio approfondito. È difficile dire in ogni ambito di promozione cosa sia meglio e cosa sia peggio, perché i risultati variano in base al target, agli obiettivi, al cliente, al mercato di riferimento. Le analisi effettuate servono anche a questo: a pensare alla strada migliore per raggiungere i risultati per cui i clienti pagano le agenzie.

LANDING PAGE: QUANTO È CONSIDERATA NELL'E-MAIL MARKETING?

Nell'e-mail marketing, a volte ci si sofferma troppo poco sulla landing page, una componente che in realtà dovrebbe essere fondamentale. La maggior parte degli sforzi sono focalizzati sulla preparazione del testo della newsletter o della DEM: programmatore, grafico, copywriter si concentrano a lungo per dar vita a un prodotto che possa fare presa sul pubblico.

Ma una volta che l'attenzione del pubblico è catturata, dove incanalarla? Ed ecco l'importanza di una landing page studiata ad hoc.

LANDING PAGE AD HOC: COS'È E QUALI VANTAGGI PORTA

La landing page è una pagina di atterraggio cui si arriva in seguito a un click. Il click può provenire da varie fonti: annuncio di Google Adwords, newsletter, DEM, social media etc.

Nel caso dell'e-mail marketing, la landing page preparata ad hoc generalmente poggia sullo stesso dominio del sito, ma è studiata appositamente a completamento dei contenuti dell'e-mail. A seconda dei casi può avere un layout simile al sito oppure un'impostazione grafica completamente diversa: l'importante è che non snaturi i colori e l'immagine del brand e che sia in linea con quanto scritto nel testo della DEM o della newsletter.

Una landing page studiata e preparata appositamente per una campagna di e-mail marketing ha numerosi vantaggi in quanto permette di:

  1. Inserire un codice di monitoraggio esclusivo per quella pagina. Tramite il codice possiamo analizzare vari dati: numero di aperture, tempo medio speso sulla pagina, frequenza di rimbalzo, dati socio-demo delle persone che hanno visitato la landing page, link più cliccati, etc;
  2. Implementare, se necessario, un template diverso rispetto a quello del resto del sito web, purché come detto sopra non venga snaturata l'immagine del brand. In caso ad esempio di grafica del sito web molto innovativa e ricca, si potrebbe invece pensare per la landing page a una grafica più semplice ed essenziale, per ridurre al minimo le distrazioni per l'utente;
  3. Ridurre il numero di link in uscita (ad esempio quelli che nel resto del sito sono presenti nei menu laterali) per far sì che l'utente clicchi sull'unico link che ci interessa (quello che porta a una vendita del prodotto);
  4. Concentrare il messaggio visivo su quell'unica promozione: difficile pensare che il template del sito sia già nativamente adatto a questo scopo, perché di solito le pagine di presentazione dei servizi hanno un'anatomia e una struttura diversa e più articolata.

LANDING PAGE AD HOC: QUALE SLUG?

A fronte di un dominio www.miosito.it, come deve essere la URL della landing page? Ecco alcune soluzioni:

  • www.miosito.it/offerta-prodotto-marzo
  • www.miosito.it/vantaggio-promozione-prodotto

"Prodotto" deve essere sostituito con un nome specifico.

In sintesi:

  • La URL deve essere parlante: questo è molto importante in ottica SEO. Da evitare quindi URL come www.miosito.it/newsletter-01; se proprio si vuole inserire la parola "newsletter", farla seguire da parole come negli esempi sopra;
  • Evitare URL contenenti solo numeri e caratteri speciali;
  • Quando la promozione termina e non ha più senso di esistere, se si cancella la pagina ricordarsi di impostare un redirect 301 verso la URL della pagina tematicamente più vicina.

LANDING PAGE AD HOC: QUANDO PUÒ ESSERE EVITATA?

Ci sono dei casi in cui una landing page costruita ad hoc non è necessaria. Ad esempio quando:

  • La newsletter riporta la sintesi degli ultimi post del blog; i link devono rimandare o alla home del blog, o alla pagina di ogni singolo post;
  • La newsletter rimanda a una notizia già pubblicata nel blog: idem come sopra.

Per tutti gli altri casi (rimando alla pagina contatti, rimando a una pagina promozionale, rimando a un form da compilare) si consiglia sempre la creazione di una pagina di atterraggio specifica, con codice di monitoraggio separato. Questo è fondamentale per calcolare le conversioni e analizzare eventuali errori, per poi migliorarli nella successiva campagna.

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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