2017-04-12 09:04:41
Newsletter: quando NON inviarle
Le newsletter sono un importante strumento di marketing. Ma vanno usate solo quando realmente servono e quando si è davvero pronti

Newsletter: non c'è sempre un motivo

Si parla tanto delle newsletter come un importante strumento di marketing. Sì, ancora oggi, anche se le nostre caselle di posta sono sottoposte alla ricezione di continue e-mail di marketing.

Oltre alla questione (che riprenderemo nei prossimi giorni) delle comunicazioni di marketing dirottate sempre più verso altri media, come i social network, con conseguente maggiore spazio per le e-mail, resta un altro importante fattore da analizzare quando si parla di newsletter e di e-mail marketing: la qualità della comunicazione.

NEWSLETTER: QUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE

Non è vero che bisogna per forza mandare una newsletter: togliamoci dalla testa questa idea. Mandare newsletter non è da tutti. Non è per ogni momento e nemmeno per ogni necessità. Le newsletter sono un potente strumento di marketing, e come tale va usato: con la giusta misura e con il contenuto che consideriamo perfetto per il nostro business.

La newsletter rientra in una più ampia strategia di comunicazione, e per questo richiede la massima qualità e una sinergia con gli altri mezzi: relegare la newsletter sempre all'emergenza e a un'implementazione in pochi minuti non ci porta da nessuna parte.

NEWSLETTER: QUANDO NON INVIARLA

Sebbene spinti dall'innato desiderio di tener fede ai propositi presi, come quello di inviare una newsletter al mese (è quanto si prefigge l'80% delle agenzie di comunicazione e delle aziende), bisogna invece fare i conti con la realtà e capire che in certi casi è meglio risparmiare soldi e tempo e non inviare la newsletter. Se è il caso, si può rivedere il tiro strategico pensato inizialmente: nel marketing nulla è certo e tutto è in divenire. Non c'è da vergognarsi.

Ecco alcuni casi in cui è meglio non inviare una newsletter.

No alla newsletter quando non c'è nulla da dire

Questa è la più classica delle situazioni in cui ci si dovrebbe pensare bene prima di mandare una newsletter: quando non si ha nulla da dire. Sono tante le aziende che programmano uscite periodiche perché così avevano deciso nel piano di marketing: ma siamo sicuri che il messaggio contenga qualcosa di realmente interessante per l'utente? O forse stiamo facendo qualcosa solo per tenere fede alla nostra decisione iniziale, ma che a livello di marketing non ha alcuna utilità o addirittura è controproducente?

È vero, un'azienda attiva e prosperante in realtà ha sempre qualcosa da dire: e menomale che è così. Ma c'è una differenza enorme tra "avere qualcosa da dire" e "avere qualcosa da dire interessante per il pubblico": ai tuoi fedelissimi non interessa se il 5% delle tue quote di mercato è andato nelle mani di una multinazionale cinese. Anzi, si possono pure spaventare di fronte a una news di questo genere. A loro interessa invece sapere che hai lanciato un nuovo prodotto, che offri sconti del 20% sui prodotti dell'anno precedente, che hai stretto una convenzione con un partner presso il quale i tuoi clienti possono acquistare oggetti o servizi a prezzi scontati.

La notizia del 5% delle quote di mercato? Puoi scriverlo in un comunicato stampa e pubblicare la notizia nell'area "news" del sito. Non devi certo tenere nascosto un aggiornamento così importante. Ma non farne il topic centrale di una newsletter.

No alla newsletter quando sai che i tuoi utenti non leggeranno

Non esiste un periodo dell'anno giusto o sbagliato per non spedire newsletter: non tutte le persone vanno in vacanza ad agosto. Dipende dal target. E chi meglio di te conosce il tuo target? Se produci materiali per stabilimenti balneari in Italia, probabilmente i tuoi clienti non ti leggeranno mai nei mesi compresi tra aprile e ottobre: saranno impegnati a fare ben altro. Sta a te compiere le giuste analisi e capire quand'è il momento migliore per intercettare la tua utenza e quando invece la newsletter andrebbe matematicamente a vuoto.

No alla newsletter fatta di fretta

Una newsletter fatta di fretta e furia, magari senza la supervisione di un copywriter, rischia di essere un enorme buco nell'acqua: strafalcioni e messaggi non efficaci non solo vanificano i tuoi sforzi, ma ti screditano con rare possibilità di redenzione.

NEWSLETTER: PROVA A IMMEDESIMARTI

Il miglior punto di partenza è immedesimarsi nel destinatario: ti interesserebbe una newsletter di quel tipo? La leggeresti in quel momento dell'anno o della settimana? E il tipo di messaggio ti convincerebbe? A volte bastano dei piccoli ragionamenti per avere la risposta che cerchiamo.

Autore: Claudia Martinelli
Post dal Blog: Email Marketing
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